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La molitura 

Anticamente a Bolotana vi erano diversi frantoi di proprietą delle famiglie pił abbienti.

Le olive venivano macinate nella "mola", una grossa macina di granito (diventate successivamente due) azionata da un cavallo bendato.
La pasta ottenuta si metteva in "sos portinos" e poi nelle presse che le comprimevano in modo da ottenere l'olio. Quest'ultimo veniva collocato in un contenitore da 150 litri collegato ad una centrifuga che separa lo scarto (s'abba crasta).
Ancora prima, quando non esistevano i separatori centrifughi, la separazione dell'olio dall'acqua vegetale veniva eseguita a mano con un particolare mestolo.

Il lavoro, durante la stagione invernale, era duro e continuo; gli operai iniziavano alle sei del mattino e proseguivano ininterrottamente sino alle 24. Il costo della molitura veniva corrisposto in olio e per ogni "maghinada" (che corrispondeva a circa 120 chilogrammi di olive) si pagava "sa deguma" che equivaleva a circa due litri di olio.
Il padrone del frantoio provvedeva poi alla vendita ai privati dell'olio ricavato dalla campagna di molitura.

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