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Il presente progetto, nato per adempiere ad una richiesta di organizzazione della “Festa della mamma”, ha cercato nelle due edizioni successive, di integrare la richiesta folclorica all’esigenza dello studio della lingua natìa: il SARDO. E’ ormai chiaro che per far crescere i bambini e i ragazzi nell’espressione e nella comunicazione, è necessario portare nella scuola un discorso globale, che coinvolga i diversi linguaggi, verbali e non, e a tale scopo ci deve essere il riconoscimento dei codici alternativi, tra questi, i dialetti. La scuola deve operare con lo scopo di restituire la dignità di grammatiche autonome a molti linguaggi, tra cui i dialetti, ritenuti, fino ad oggi, deprivazioni dell’unico linguaggio verbale fondato sui modelli letterali. Il bambino che arriva a scuola possiede un bagaglio di esperienze, anche linguistiche che, per quanto a volte povero, non va trascurato. Il linguaggio del bambino, qualunque esso sia, va considerato un punto di partenza, al fine di instaurare un rapporto affettivo, base indispensabile per lo sviluppo di nuove esperienze ed apprendimenti. L’art. 3 della Costituzione Italiana riconosce l’uguaglianza di tutti i cittadini,”senza distinzione di lingua” e la scuola ha il compito di attuare un’educazione linguistica democratica e di tutelare e rispettare tutte le varietà di linguaggio. La Regione Sardegna ha riconosciuto la validità del SARDO quale veicolo indispensabile per non perdere l’identità di un popolo e conservarne radici e storia. Conoscere il dialetto allora vuol dire possedere lo strumento per capire il mondo da cui siamo venuti e in cui viviamo. Esso è testimonianza del passato e parte integrante del presente. Molti errori linguistici dei bambini e dei ragazzi in età scolare sono dovuti alla presenza del dialetto e ad una conoscenza disarticolata dell’italiano e tali errori scompariranno solo quando essi capiranno che dialetto ed italiano sono due lingue diverse con strutture diverse. In qualità di insegnante di lingua italiana ritengo di proporre questo progetto, da portare avanti con l’aiuto dei colleghi e di esperti, per superare le difficoltà presentate dagli alunni nell’apprendimento dell’uso corretto della lingua italiana e soprattutto per radicare in loro la conoscenza e l’uso della lingua sarda che purtroppo va sradicandosi e snaturandosi. In
attuazione della normativa vigente e per l’ampliamento del progetto:
“Promozione e valorizzazione della lingua della Sardegna” previsto
nel Piano di Offerta Formativa dell’Istituto comprensivo, il docente
di lingua italiana del modulo delle quarte classi elementari, insegnante
Leoni Egidio, unitamente agli altri docenti del modulo: Mastinu Gavina,
Pisanu Maria Luisa, Murru Giovanna e Mulas Donatella, intende realizzare
il presente progetto: “Pro ammentare a mama”. Struttura
del progetto:
Finalità: stimolare
il senso di appartenenza ad un gruppo etnico per comprenderne e
condividerne gli atteggiamenti culturali. Obiettivi
primari:
1) far acquisire ai
bambini il linguaggio natio e padroneggiarlo.
2)
far acquisire la correlazione fra le diverse forme di linguaggio. 1) affinare le capacità espositive e creative di
ognuno. 2)
acquisire un metodo di ricerca e saper interpretare i dati. evitare
di perdere la nostra identità storica, gli usi e Costumi. Argomento
di ricerca: Il
lavoro del fabbro, Utensili
di lavoro. Strumenti
per: l’aratura Campo di ricerca: dal
primo “900 fino agli anni sessanta.
Il fabbro e l’officina.
“ “
e il rione.
“ “
e il paese.
“ “
e gli altri mestieri. Coinvolgimenti:
saranno
coinvolti gli alunni delle classi quarte, i docenti del
Verifiche: le
verifiche avranno cadenza mensile e valuteranno lo stato dei lavori
Analisi e sintesi di lavoro: a
fine ricerca si effettuerà un’accurata analisi di sintesi
Elaborazione
dei dati:si
procederà alla stesura dell’elaborato da presentare. Creazione di un testo in lingua
sarda: l’elaborato
consisterà nella scrittura di un
Metodo:
ricerca
sul campo, osservazione, ascolto, riproduzione degli elementi
Mezzi: registratori,
macchine fotografiche, cinepresa, vecchi ferri del mestiere e Tempi: tre mesi, da novembre a gennaio. |