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Il pane votivo per Sant’Isidoro “sas cogones de sa processione
de Santu Sidore”
Veniva
preparato in genere da persone che chiedevano aiuto al Santo
per avere un buon raccolto di foraggio, grano, orzo e avena,
essendo il protettore degli agricoltori.
Era un pane azzimo, cioè fatto senza lievito.
La pasta, preparata con semola di grano duro e acqua, veniva
lavorata a lungo sino a renderla liscia e malleabile.
Si preparava una sfoglia sottile ,la cui superficie veniva poi
decorata con figurazioni diverse ( uccellini, frutta, angioletti,
foglioline , animali…) , realizzate sempre con la pasta , utilizzando
temperini di vario spessore, forbicine e “ sa rodanza “, la
rotellina.
Ultimata la decorazione si metteva al forno per seccarlo senza
che prendesse colore. 
Questo tipo di pane, generalmente non veniva mangiato, ma veniva
portato nelle processioni per essere benedetto. Dopo si tagliava
a pezzetti, lo si regalava a parenti e amici che tenevano in
casa come una cosa sacra. Erano dei capolavori stupendi, alla
preparazione dei quali collaboravano tante persone, ma soprattutto
le massaie più brave e più estrose.
La tradizione di panificare è rimasta sino ai nostri
giorni, pur subendo delle modifiche determinate dalle innovazioni
legate allo sviluppo tecnologico ,anche se è ridotto
il numero delle famiglie che fa il pane in casa. |