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I
Monti Frumentari
Una innovazione introdotta dagli Spagnoli nell'ordinamento agricolo sardo fu quello dei"Monti Frumentari". Si trattava in origine di
depositi (Positos) diffusi in gran numero in Spagna nel XVI
secolo e introdotti anche in Sardegna nel secolo successivo. Essi dovevano assicurare le provviste
di grano alla popolazione e potevano anticipare anticipare la semente ai contadini poveri. I Monti Frumentari veri e propri furono istituiti nell'isola nella seconda metà del Seicento per iniziativa delle autorità religiose,e in seguito furono sempre amministrati sotto la direzione dei parroci e dei vescovi. Essi si proponevano di eliminare la triste piaga dei prestiti ad usura ,a cui erano spesso costretti i contadini, mediante la costituzione di un fondo in natura (frumento,orzo e fave)a cui ciascuno potesse attingere per le necessità della semina e con l'impegno della restituzione a raccolta avvenuta. Ogni agricoltore doveva consegnare il raccolto all'ammasso, trattenendo soltanto lo stretto necessario per i bisogni familiari e per la semina dell'anno seguente.
I Monti Frumentari furono riorganizzati anche durante la dominazione sabauda nella seconda metà del seicento, durante la quale si diffuse in Sardegna un interesse nuovo per i problemi dell'agricoltura nel 1767 furono istituiti anche i Monti nummari che assolvevano alla funzione di piccole banche locali, esercitando il prestito in denaro o modico interesse per l'acquisto di animali e di attrzzi per l'attività agricola. Nel 1821, Carlo Felice succeduto al fratello Vittorio Emanuele 1, conesse alla Sardegna alcuni benefici, furono emanate leggi a favore dell'agricoltura.
Con l'"editto delle chiudende", fu abolito il possesso comune delle terre per istituire la
proprietà fondiaria privata. |