Il
paese,
nella sopravvivenza del suo spazio fisico, è già di per sé un’inesauribile
memoria. Una memoria costruita, fatta di dimensione e di forme, di immagini e di
ruoli; ed anche in questo senso è
un dono. Ma proprio come ci insegna ogni teoria della donazione, la sua
disponibilità è ad un tempo,
forte e fragile, continuamente riaffermata, ma insieme esposta al cambiamento,
minacciata e deformata.
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